Dia 22 – Feliz cumple CAEF: 20 años de amor

Hola con todos! Sono Marilisa, ho 22 anni, vengo da Cagliari e sono qui al CAEF per la terza volta. Vi racconterò l’intensa giornata di venerdì.

Oggi per alcuni di noi la sveglia suona alle 6.40. Scatto giù dal letto, mi lavo la faccia e corro verso la camera delle ragazze che trovo vuota. Dopo un attimo di tristezza, scorgo la famosa valigia rossa di Giorgia nel patio e sento delle risate provenire dalla cucina. Attorno a “Giò – Yo soy de Roma” che mangia i suoi 3 pan de cada dia alla palta, si è radunato un gruppetto di affezionati. Nonostante la malinconia, Giorgia ci fa ridere fino all’ultimo minuto trascorso nella casa. Alle 7 e 10 il campanello polifonico della casa interrompe il nostro momento di intima ilarità e siamo costretti ad accompagnarla al taxi diretto all’aeroporto. Y., la peste della casa che necessita una marcatura a uomo, si fa spazio tra di noi con tenerezza per darle un ultimo abbraccio.

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La giornata prosegue anche oggi con i lavori manuali. Con l’aiuto dei ragazzi più grandi della casa, dipingiamo il corridoio di giallo ocra. Anche Y. trovo il suo ruolo e con un pennello sottile dipinge con precisione la sua parte. Beni lo osserva con un sguardo tra il soddisfatto e il disperato per aver scoperto solo oggi un attività che lo tiene concentrato e quieto così a lungo.

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Il tempo scorre ancora più veloce quando siamo impegnati nei lavori manuali e arriva presto l’ora di andare a prendere i bambini a scuola. Io, Giulia, Onofrio e Beatriz ci sediamo ad aspettarli nel gradino all’ingresso e chiacchieriamo riscaldati dal sole. Mi incanto a guardare l’immagine di Aiapaec, la più importante divinità Moche, rappresentato sul muro della scuola. Sorrido e penso a tutte le volte in cui mi sono incantata a guardarlo.

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Per prima arriva A. si siede affianco a me e mi chiede di afferrare l’estremità dei fili rosso neri (ahimè) che ha scelto per fare un bracciale che  mi lega al polso dopo circa dieci minuti di lavoro. Pian piano arrivano i bambini dalle altre classi, ci presentano i loro compagni e ci raccontano la loro mattinata. M., si ferma a discutere con una sua compagna, proviamo a capire cosa sia successo per porre pace tra le due ma proprio M. decide di avere l’ultima parola “è l’ultima volta che te lo dico, se lo rifai lo dico a Mami Tuty”.  Rivela in poche parole il rapporto che lega i bambini e Judith, la loro mamma, ma anche il profondo rispetto che nutrono in Campina per la forte figura della directora. Tornati a casa, durante un breve momento di attesa del pranzo, chiamiamo Giorgia per farle un po’ di compagnia nelle 12 ore di scalo a Lima e per placare un po’ la nostra nostalgia.

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Dopo pranzo riprendiamo a lavorare e Ludo abbozza i bambini sperduti di Peter Pan sulla parete della cucina (Judith si è arrabbiata molto per la demolizioni dei bambini sperduti di Marti). Il CAEF grandi chiude le attività con una valutazione dei bambini sul lavoro svolto durante il mese e ottengono molto successo la creazione dell’orto, degli strumenti musicali e delle borse “la Goffa”, tutte attività pratiche pensate come possibili strade per il loro futuro.

Verso le 5 quando stiamo per staccare per ripulirci dalla vernice e dai pezzi di intonaco, ci rendiamo conto che mancano l’acqua e l’elettricità e entriamo nel panico. Stasera infatti ci aspetta una serata elegante per festeggiare i 20 anni del CAEF. (Il 3 settembre il CAEF compierà 20 anni e si è deciso di anticipare i festeggiamenti per condividere con noi questa data importante.) Scatta la catena di solidarietà tra noi volontarie, ci scambiamo i nostri pochi “vestiti eleganti” e ci trucchiamo a vicenda. Coinvolgiamo anche le bambine che ci fanno le loro bellissime trecce. Ci dirigiamo in un albergo nel centro di Trujillo e come sempre ci ritroviamo ad aspettare per un’ora l’arrivo dei peruviani. Provo un po’ di imbarazzo in una situazione che inizialmente mi sembra così lontana dallo stile del CAEF e non riconosco volti familiari tra le persone che arrivano. Poi mi ritrovo seduta accanto a Milagros, una signora che ieri ha battezzato una delle nostre bambine, mi racconta del suo rapporto con il progetto fin dai primi anni della nascita, del suo impegno nel movimento dei focolari, nato in Italia, e del suo recente viaggio nel nostro paese. Mi sento sollevata dall’inquietudine che ho provato ieri nel vedere al fianco dei bambini dei padrini e delle madrine che non avevano mai incontrato prima e inizio a rendermi conto di chi sono le persone presenti. Prende la parola il presentatore Jul, nipote di Judith, che qualche giorno fa ci ha ospitati in diretta nel programma che conduce con disinvoltura ogni mattina e mi stupisce molto la forte emozione che trapela la sua voce tremante. Un video racchiude i momenti più significativi di questi 20 anni e i volti dei bambini e dei volontari che li hanno vissuti.

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L., la più grande della casa, parla con estrema gratitudine a nome dei 19 bambini della casa de Tuty. Osver, che tra qualche mese si laurea in ingegneria industriale, è stato uno dei primi bambini della casa e ha ripercorso questi venti anni del CAEF legandoli agli eventi più importanti della sua vita. Due storie così incrociate, diventano una sola. Titti parla a nome della Lega Missionaria Studenti, racconta di un rapporto nato nel 2001 da un incontro tra Judith e padre Cambiaso e i giovani della Lega. Spiega quello che viviamo noi volontari durante il campo e nel rientro alle nostre vite e io condivido la sua commozione nel pronunciare queste parole: “Abbiamo ricevuto l’insegnamento di molti valori che ogni giorni ci regalano una motivazione per credere che insieme possiamo (juntos se puede) cambiare il mondo nel quale molte volte non ci riconosciamo.”

Kikki parla a nome della Compagnia del Perù e trasmette quel sentimento che da dieci anni ci spinge ad impegnarci anche in Italia nelle nostre vite di tutti i giorni, per i quasi 700 bambini che in questi anni sono passati per la casa. Infine Judith che ha sempre le parole giuste, senza mai il bisogno di un foglio di carta, guarda davanti a sé e vede i volti dei primi volontari che hanno lavorato al suo fianco, le prime educatrici e tutte le persone che hanno sostenuto il progetto negli anni. Ha una parola di ringraziamento per tutti e anche lei cede alla commozione quando scorge volti che non vede da 10/15 anni. Così mi accorgo che siamo tanti perché tante persone hanno contributo a realizzare questo sogno e portarlo avanti nei tanti momenti di difficoltà. Brindiamo a questi anni con un bicchiere di ottimo pisco sour! Pedro e Sofia accompagnano la serata con la loro intesa musicale violino-chitarra, a ritmo del tango latino e l’amour toujours del gigi dag nazionale.

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Dopo un piccolo rinfresco ci spostiamo per cena al Roky’s e ci scateniamo nella pista da ballo in movimenti scoordinati a ritmo di salsa. Festeggiamo il finto compleanno di Ginnipu facendo suonare all’orchestra “cumpleanos feliz” e poco dopo ritroviamo Iolanda a ballare sopra il palco. Non riesce comunque a rubare la scena a Giulia Onofrio che ci regalano sempre grandi emozioni con la loro spontaneità. L., la grande della casa, è molto emozionata di vivere questo momento con noi e io provo a seguire i suoi passi di salsa, oggi è lei che mi insegna qualcosa che conosce bene.

Un abbraccio a tutte le persone che mi mancano ma sento presenti in questa casa, in particolare ai miei genitori che mi hanno permesso di essere qui e di conoscere meglio  il Perù grazie a un bellissimo viaggio che ha preceduto il campo.

Marilisa

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4 risposte a “Dia 22 – Feliz cumple CAEF: 20 años de amor

  1. claudiacampoli

    non sai quanto stessi aspettando un tuo racconto.. e sei riuscita a farmi commuovere anche a km di distanza. la spontaneità di Judith, i volti sconosciuti, ma uniti da un progetto, il Roky’s, i vestiti eleganti, tutto così semplice da immaginare per chi è già stato in quelle quattro mura colorate.
    grazie Mari, ti aspetto a braccia aperte!

    • Veronica

      Amo vedere le foto perché parlando da sole… mi piacciono i colori e vorrei essere li a vederli anche io.. ma con le tue parole è un po come vederli. Ti voglio bene 💜

  2. Martina

    Ecco, avrei voluto tanto esserci anche io!

    Vi perdono per i miei bimbi sperduti ma solo perché avete riportato alla luce l’albero dell’angolo del patio… vero?!?!? Postate foto!!

    Con todo mi cariño

    M

  3. elide

    Che bella festa ,ragazzi, mi è dispiaciuto non esserci…Marilisa ha fatto un reportage molto puntuale ,mi sembrava di vederla e sentirla! In tutto questo la cosa che mi manca di più è conoscere Onofrio quindi prego Giulia,al rientro di provvedere …! Complimenti e besos dalla vostra nonna elide

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